Prima edizione
2006 venerdì 21 luglio
TOCNADANZA (Venezia)
compagnia Michela Barasciutti in Lighting Cue Number
Coreografia e regia di Michela Barasciutti Musiche di autori vari elaborate da Stefano Costantini Interpreti: Michela Barasciutti, Alessia Cecchi, Massimo Cerruti, Caterina Figaia Allestimento scenico e costumi: Laura Lena Realizzazione costumi: Caterina VolpatoLuci: Federica Preto “Lighting Cue Number” (“Numero di effetto luce”) si sviluppa su di una ricerca coreografica nel rapporto della danza con la musica, lo spazio e la luce. Lo spettacolo si articola intorno allo spazio frammentato, ma unito tra le varie parti, così diverse tra loro, ma unite da una comune finalità. Così, come se “viaggiassimo” tra le stanze di una casa, la storia si snoda tra emozioni, infanzia, maturità, rapporto con gli altri e solitudine, ricordi. E’ un mosaico di storie, come se la luce mettesse a fuoco l’emotività o la traccia del momento vista da varie angolazioni: del sentire (energia), del vedere (danza), dell’udire (musica-silenzio), il tutto rivelato dalla luce. “Da qualche parte io so che c’è un’altro ora, e altre parole, un altro io Non io domani Non io nella mia memoria Un altro ora, un altro questo, un altro qui.” (Paul Griffith).
Sabato 22 luglio
TEATRODANZA DUENDE (Lecce)
in Anticorpi
In ANTICORPI, che ha avuto la sua prima nazionale lo scorso 13 maggio quale ultimo appuntamento della Rassegna di Coreografie d’Autore FIORIdiTESTA da noi organizzata presso il Teatro Antoniano di Lecce con protagoniste altre quattro compagnie provenienti da tutta Italia, si racconta il corpo nelle sue forme, nella sue età. Un corpo che esprime, la forza di reagire a questa ostinata “perfezione” in un gioco di contrasto come la giovinezza e la vecchiaia, il bianco e il nero della pelle, l’alto e il basso, il grasso e il magro. Corpi spesso imprigionati in gabbie di superfluo, dove l’unico desiderio è omologarsi per essere riconosciuti. Osserviamo modelli scultorei, corpi strumentalizzati come oggetti commerciali, ci nutriamo come animali selvaggi, invasi da una bellezza inesistente perdiamo la consapevolezza di noi e confusi non riconosciamo i veri nostri bisogni. Il corpo non solo contenitore, ma involucro che con la sua autenticità cerca di non riprodurre “copie” nella speranza di dimostrare con l’anima e l’intelligenza quello che veramente siamo e quello che diventeremo. il nostro CORPO........ CONTENITORE di cellule, evolute da un’unica; IPERNUTRITO; PRIVATO della sua naturalità; MANIPOLATO; DISTRUTTO da copie artificiali; VIOLATO; RIEMPITO da prodotti per allungarlo, nasconderlo, ridurlo, fortificarlo; ADATTATO; VIOLENTATO nell’essere creatore; TRASFORMATO in “ANTICORPI”. “dite ai creatori di immagini, ai venditori di riviste ed ai chirurghi plastici che non avete paura. Che quello che più temete è la morte dell’immaginazione, dell’originalità, della metafora, della passione. Poi abbiate il coraggio di AMARE IL VOSTRO CORPO. SMETTETE DI AGGIUSTARLO, non è mai stato rotto” Eve Ensler La coreografia, della durata di circa 60 minuti, realizzata da Enza Curto su musiche di Giacomo Merchic, Afterhours, Mozart, Sankai Juko, Goldenthal e System of a down, Vivaldi, è stata progettata su due livelli visivi; le immagini virtuali che scorrono su un fondale fungono da scenografia mutevole interagendo con 7 danzatrici.